SIAMO BLOCCATE

Siamo bloccate. Questa è la sensazione che proviamo, ora più che mai, è paradossale no?

Da ieri siamo tutti liberi di circolare, potremmo andare ovunque, non era quello che stavamo aspettando? noi però ci sentiamo come in gabbia, ma non perché lo siamo realmente, ma perché la nostra libertà è solo apparente.

Sin dall’inizio dell’emergenza coronarivus il nostro lavoro è stato tra i più ignorati e ad oggi, a tre mesi di distanza, nulla è cambiato.

Inizialmente abbiamo pazientato sperando che da luglio potessimo ripartire con il nostro lavoro, dovevamo tenere duro solo pochi mesi e poi via, saremmo ripartire anche se con qualche perdita. Invece più passava il tempo e più ci rendevamo conto che le cose non sarebbero andate così.

Ad oggi quasi il 90% del nostro lavoro nel settore matrimoni è stato posticipato all’anno prossimo, il che significa che dobbiamo assolutamente inventarci qualcosa per tamponare questa enorme perdita.

La cosa che ci fa più arrabbiare è che se solo lo stato avesse dato delle regolamentazioni precise riguardo al nostro settore lavorativo (i matrimoni e gli eventi) noi ora non ci ritroveremo in questa situazione assurda di totale confusione. Se lo stato avesse detto “dal 15 giugno si potranno celebrare i matrimoni con determinate restrizioni” allora forse qualcosa del nostro lavoro si sarebbe salvato!
Ma invece no, di matrimoni non ne hanno mai parlato e così hanno lasciato un intero immenso settore allo sbando.

IPOTESI 1 – LAVORO AGRICOLO

Potrebbe sembrare tutto relativamente “semplice”, che ci vuole? Aggiorniamo il nostro curriculum, facciamo una rapida ricerca di agenzie interinali o, meglio ancora, una ricerca più vasta magari riuscendo a contattare direttamente i titolari di aziende agricole e via, tra centinaia qualcuno ci risponderà, no?

Ma prima di iniziare abbiamo pensato che forse sarebbe stato il caso di ridurre il cerchio d’azione e così abbiamo individuato delle regioni papabili.

Insomma, un lavoro a tavolino ben fatto se non fosse per un problema fondamentale che ci ha bloccate ai primi annunci visionati: noi non siamo totalmente libere, abbiamo quel 10% di lavoro che ci tiene ancora “bloccate” e a cui, ovviamente, non possiamo rinunciare e men che meno rimandare.

Il matrimonio non è un servizio che si può rimandare a nostro piacimento, c’è un contratto da rispettare e un’attività per cui abbiamo faticato molto da portare avanti.

Quindi inevitabilmente ci siamo scontrate con un problema irrisolvibile: le date in cui si richiede disponibilità per il lavoro nei campi, qualsiasi essi siano, non coincidono con le date in cui noi potremmo essere libere. L’unica soluzione sarebbe quella di bypassare le agenzie e contattare direttamente il produttore, ma è praticamente impossibile perché negli annunci delle agenzie non c’è quasi mai scritto il nome dell’azienda, e quindi anche questa strada alla fine è un vicolo cieco.

IPOTESI 2 – LAVORO IN STRUTTURE TURISTICO-RICETTIVE

Quindi? Abbiamo quindi pensato di provare a proporci con le nostre professioni a strutture turistiche, anche in questo caso magari facendo una ricerca per ridurre il cerchio d’azione a determinate regioni. Ma anche in questo caso la confusione sembra regnare sovrana e, soprattutto, detto sinceramente, quali strutture turistiche sarebbero disposte ad assumere una fotografa e una cantante considerando che è ormai appurato che la stagione sarà molto più povera e scarsa del normale? Quale struttura turistica investirebbe in qualcosa di totalmente superfluo considerando le perdite che hanno subìto e che inevitabilmente continueranno a subire?

Sicuramente ci proveremo, non ci daremo per vinte, ma temiamo che sarà solo un enorme buco nell’acqua.

IPOTESI 3 – CONCERTI ITINERANTI IN STRADA

Stamattina abbiamo avuto un’illuminazione: perché non organizziamo un piccolo tour? In questo modo potremmo gestire le nostre date lavorative e organizzarci di conseguenza.

E’ un lavoro enorme, ma se ci mettiamo a tavolino possiamo farlo! Quindi di buona lena abbiamo preso il pc e iniziato a fare ricerche. Attualmente non vorremmo spostarci troppo lontano perché vorremo il più possibile contenere i costi, e perciò abbiamo iniziato a guardare tutta la zona del Lago di Garda.

Di tutte le varie problematiche della professione di artista di strada parleremo in un video specifico, ma per ora possiamo dire che se il settore matrimoniale è stato quasi totalmente ignorato, quello dell’arte, ed in particolare dei piccoli artisti, in pratica è come se non esistesse.

Abbiamo contattato il comune di Salò per sapere se fosse possibile esibirsi in strada e al momento non ci hanno saputo dare risposta. L’ufficio preposto del comune di Sirmione non ha mai risposto nonostante i numerosi tentativi, quindi, in pratica, un altro buco nell’acqua.

Attualmente non si sa se gli artisti di strada possono esibirsi, ogni comune fa come vuole, ammesso che gli importi di regolamentare qualcosa che spesso viene visto come un disturbo piuttosto che un valore aggiunto.

IPOTESI 4 – ANDIAMO ALL’ESTERO

L’ultima (ma non per importanza) ipotesi è quella di andare in un paese estero che sta meglio di noi e dove potremmo trovare con più facilità un lavoro che sia pagato decentemente. 

I problemi in questo caso sono i seguenti:

  1. Non vogliamo allontanarci troppo perché non sarebbe conveniente, il viaggio è una spesa e deve essere il più possibile una spesa sostenibile
  2. Si ripresenta lo stesso problema della nostra disponibilità, quindi stiamo valutando se cercare un lavoro nel settore agricolo oppure se pensare ad un tour musicale all’estero dove dovremmo (si spera) incontrare meno problemi burocratici!

CONCLUSIONI

Sinceramente? Non sappiamo più dove sbattere la testa.

Chi ci segue sul nostro canale YouTube ci ha dato diversi consigli, in molti ci hanno contattate per consigliarci svariati lavori e abbiamo riassunto tutti i vari consigli in questo articolo.

Ovviamente sappiamo bene che ci sono altri lavori da nomadi digitali che potremmo fare, ma quelli richiedono molto più tempo per essere realizzati (e infatti ci stiamo già lavorando, ma i frutti inizieremo a vederli molto più in là nel tempo). Quello di cui abbiamo bisogno ora è un lavoro che ci dia delle entrate immediate che ci permettano di tamponare questo periodo assurdo.

Fino ad ora siamo andate avanti con i nostri risparmi, con i ricavati dalle donazioni ricevute durante i concerti di Alessia (1 Soldino per me 1000 Note per te) e dalle vendite degli oggetti e arredamenti che abbiamo in casa.

In realtà potremmo resistere ancora fino a settembre, quando sembra che il nostro lavoro riprenderà almeno un po’ (sperando che non rimandino anche quei matrimoni), e poi?

E poi si vedrà, una volta lavorato ai matrimoni saremo libere di partire e cercare lavoro altrove fino all’inizio della prossima stagione matrimoniale.

P.S. la foto di copertina è sempre del magnifico Roberto Panciatici

7 risposte a "SIAMO BLOCCATE"

  1. Il pensiero non aiuta affatto a trovare una soluzione. Cercate la soluzione dalla stessa fonte che ha creato il problema… la mente.
    Quello che faccio io per trovare una strada per qualsiasi problema? Aspetto e parlo con la mia anima: pensaci tu, perché solo tu sai cosa è bene per me fare… A quel punto non ci penso più e mi dedico a fare cose con le mani: cucio, cucini, lavoro la creta… oppure esco nella natura…
    Allora, solo allora, si aprono le strade che mi portano ancora una volta a camminare…
    Sarah

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    1. Grazie Sarah, ieri sera poi ci siamo messe con calma e tranquillità a riflettere e alla fine crediamo che la strada migliore sia proprio andare all’estero, vedremo! Intanto continuiamo imperterrite a finire i lavori sul camper 😊

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  2. Essere bloccati, non importa come e perché, di è bloccato e basta.
    Abbiamo l’opportunità di fare quello che la frenesia di vita ci ha sempre impedito di fare; riflettere.
    Radunare tutti i pezzi della nostra vita e cominciare a riflettere su ciò che è necessario e su cosa si può fare ameno o da eliminare totalmente.
    Certamente questo anno 2020 non lo differenziali più ma ciò non deve fermarci e affrontare con più lucidità e grinta i problemi che ha causato e….”ricomincio da me”.
    Qualcuno può dirmi che non sono l’unico ad essere stato danneggiato da questa pandemia, è vero, mi dispiace per tutti quelli che si sono trovati in cattive acque, quelli che hanno perso il posto di lavoro, le aziende che hanno chiuso (ancora ieri l’ennesimo cliente che chiude) ma alla fine chissene frega degli altri, mi dispiace, ma devo guardare nella mia casa.
    Che fare allora? Un mio grande e vecchio amico che non è più tra noi, padre di 12 figli, più volte ha rifiutato il nobel per la farmacologia come il dott. Aldo Garzia, mi disse, che quando ci troviamo in difficoltà, la cosa migliore è di immaginare di mettere in un vaso tutti i biglietti con i nostri problemi e poi di pescare uno di questi bigliettini immaginari (oddio potrebbero essere anche reali) e di cominciare da quello senza pensare ad altro fino a quando non.lo abbiamo risolto e poi passare al prossimo sorteggio.
    In effetti nessuno può consigliare nulla a chiunque, suggerimenti sono già più accettabili, segnalazioni sicuramente più interessanti, ma è inaccettabile dire cosa fare a chiunque ; se sapessimo come risolvere i problemi altrui saremmo quasi come Dio, il che è impossibile, dare suggerimenti è come esprimere un’idea, segnalare è mettere in evidenza una situazione reale e concreta che va comunque gestita.
    Con ciò Cochi detto tutto e nulla, il mio era solo uno spunto per riflettere su come poter cominciare a risolvere problemi complessi e difficili.
    Quello che penso che non avete solo potenzialità individualmente, ma anche perché siete una coppia molto solida e insieme ce la farete.
    Per tutto il resto vi “odio” perché siete tutto quello che non mi è riuscito; avrei voluto essere pure io nella situazione di ” marito & marito” cosa che data la mia età e miei problemi di salute ora i mi precludono ogni possibilità .
    E con ciò vi dico cominciate al mattino con un buon caffè, poi passare allo specchio del bagno (importantissimo e vitale oggetto soprattutto al mattino) e con la faccia sbattuta di una notte, magari, insana, guardarsi e dire ad alta voce…”cazzo se sono figo….” una buona flebo di autostima mattutina.
    Un abbraccio

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    1. L’idea di scrivere i problemi su dei bigliettini e poi pescarli e affrontarli ad uno ad uno non è affatto banale, anzi, lo trovo molto intelligente.
      Ieri è stato un momento di sconforto perché quando la mattina ci siamo messe a PC a valutare tutte le varie opzioni ci siamo sentite perse e impotenti.
      Alla fine ieri sera, passato un po’ il momento di peggiore sconforto, ci siamo rimesse a tavolino a parlare e pensiamo che la soluzione migliore sia davvero andare all’estero per poi tornare i primi di settembre per riprendere a lavorare ai matrimoni che. al momento sono confermati.
      Grazie Gio ❤️

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      1. Mi sento un pò come un guasta feste.
        Partite per l’estero, ma avete sufficiente autonomia economica per arrivare in un qualunque posto e poi partire con l’attività che sicuramente qualche giorno vi richiederà? vi siete informate, non bene, ma benissimo sulla situazione del luogo dove volete arrivare? Sono un guasta feste e rompiscatole, ma conosco l’entusiasmo della vostra età, bellissima cosa e invidiabile, ma ci sono momenti che, più che di pancia, bisogna utilizzare la fredda logica e razionalità, Pensare sempre al dopo ne al mentre e neanche nell’adesso.
        Proverei anche un super enalotto…si sa mai…;-)))))

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