RESIDENZA “FITTIZIA” IN CAMPER – Facciamo chiarezza!

Giusto qualche giorno fa abbiamo deciso che era ora di fare un video per spiegare una volta per tutte che cos’è la residenza “fittizia”, come si ottiene e quali sono le leggi e le norme che la regolamentano.

Non vogliamo fare il solito “pippone” e, come nel video, vorremmo spiegare tutto quanto in modo semplice così che chiunque in futuro avrà bisogno di questo tipo di residenza potrà dichiararla senza problemi (si spera…).

DOMANDE E RISPOSTE

  1. SE VIVO IN CAMPER POSSO AVERE UNA RESIDENZA FITTIZIA?
    “fittizia” non è il termine giuridico corretto, la giusta definizione è residenza senza fissa dimora, comunque sì, si può avere una residenza.
  2. POSSO AVERE LA RESIDENZA IN CAMPER?
    No, non si può avere la residenza in un camper, ma il comune è tenuto a registrarti in una via “fittizia” di fatto inesistente dove vengono registrate tutte le persone senza fissa dimora di quel comune.
  3. CHE COSA SIGNIFICA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA?
    Significa che non hai una casa fissa perché puoi essere un viaggiatore, un nomade digitale, un artista di strada, un venditore ambulante, un artigiano ambulante, un artista circense, un lavoratore sulle navi, un commerciante oppure anche un senza tetto. Tutti casi in cui non c’è un luogo FISSO in cui la persona abita.
  4. LA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA SI CHIEDE O SI DICHIARA?
    La residenza si DICHIARA e questo perché è un diritto come precisato dalla Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19.6.2000, l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe.
  5. COSA DEVO FARE PER DICHIARARE LA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA PRESSO UN COMUNE?
    Ci si può presentare fisicamente, muniti di tutti i documenti compilati e firmati che alleghiamo qui sotto nella descrizione del video, oppure si possono mandare gli stessi compilati e firmati tramite posta elettronica certificata.
  6. PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE AVERE LA RESIDENZA?
    Perché l’iscrizione nei registri anagrafici del Comune di residenza costituisce il presupposto per beneficiare di molti diritti riconosciuti dallo Stato tra cui diritto di voto, diritto all’assistenza sanitaria, rilascio della carta d’identità e diritto all’assistenza sociale. Questo significa che puoi avere una circoscrizione elettorale, un medico di base e una tessera sanitaria e via dicendo…
  7. SERVONO DEI REQUISITI PER DICHIARARE LA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA? SE SI, QUALI?
    Ci sono dei requisiti per dichiarare la residenza senza fissa dimora e sono tre, ma basta averne almeno uno affinché la dichiarazione sia valida: 
    1) motivi professionali: il comune in cui intendi dichiarare la tua residenza è il comune dove lavori o è il centro dei tuoi interessi lavorativi
    2) motivi affettivi: nel comune è presente almeno uno dei tuoi parenti
    3) nascita: puoi dichiarare la tua residenza nel comune di nascita
  8. CHE DIFFERENZA C’E’ TRA RESIDENZA E DOMICILIO?
    – art. 43, secondo comma del codice civile definisce la residenza come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale
    – art. 43 primo comma del codice civile definisce il domicilio come la sede principale dei suoi affari e interessi
    Questo cosa significa? Sostanzialmente che la residenza è il luogo in cui la persona dimora abitualmente e, specificatamente nel caso della residenza senza fissa dimora, dove per vari motivi trascorre più tempo rispetto ad altri luoghi (per motivi lavorativi e/o famigliari). 
    Il domicilio invece è quel luogo in cui la persona può essere reperibile e raggiungibile e può essere un luogo fisico ovvero la casa di un amico o parente, uno studio legale o anche una casella postale, oppure può essere digitale come cita l’art.3-bis al comma 1-bis e l’art.48, comma 2 del Codice dell’Amministrazione digitale e il Decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 che stabilisce la validità del domicilio elettronico su casella di posta elettronica certificata!
  9. NON E’ NECESSARIO QUINDI AVERE UN LUOGO FISICO COME DOMICILIO?
    Assolutamente no, e qualsiasi comune lo pretenda commette un illecito. Il domicilio può essere la propria casella di posta elettronica certificata.
  10. PERCHE’ NON POSSO AVERE IL DOMICILIO NEL CAMPER?
    Perché il camper è un luogo soggetto a spostamenti e perciò non è un luogo in cui la persona può essere reperibile e dove quindi può ricevere le comunicazioni dalla pubblica amministrazione. In una casella postale, fisica o digitale che sia, questo è possibile, oltre che in un qualsiasi altro luogo fisico (studio legale, casa di genitori o amici ecc…)
  11. E SE IL COMUNE NON VUOLE REGISTRARE LA MIA RESIDENZA?
    Se sono presenti almeno uno dei tre requisiti di cui abbiamo parlato prima (interessi lavorativi, interessi famigliari, comune di nascita) allora il comune commette un illecito e va denunciato per abuso d’atti d’ufficio.
    Bisogna ricordare che la residenza è un diritto e perciò si dichiara ed il comune è tenuto a registrarla.
    L’ufficio anagrafe deve sapere che non riconoscere la residenza alle persone senza fissa dimora significa:

    – violare il dovere di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2 Cost.)
    – violare il diritto all’uguaglianza formale e sostanziale (art. 3 Cost.)
    – violare il diritto al lavoro (no residenza = no iscrizione centro per l’impiego, no partita iva) (art. 4 Cost.)
    – violare la libertà personale e dell’inviolabilità del domicilio (art. 14 Cost.)
    – violare la libertà di fissare la propria residenza nel territorio dello stato (art. 16 Cost.)
    – violare il diritto alla difesa (no residenza = no accesso al gratuito patrocinio) (art. 24 Cost.)
    – violare il diritto alla salute (art. 32 Cost.)
    – violare il diritto all’assistenza e alla previdenza sociale (no residenza = no pensione) (art. 38 Cost.)
    – violare il diritto di voto (no residenza = no circoscrizione elettorale) (art. 48 Cost.)

LEGGI E NORME

  • Dichiarazione di residenza senza fissa dimora, ai sensi del terzo comma dell’art. 2 della L. n. 1228/1954 e dell’art. 13 del Regolamento approvato con D.P.R. n. 223/1989, con domicilio digitale ai sensi dell’art. 3.bis, c. 1-bis, del D.Lgs. n. 82/2005 e con richiesta di attribuzione dell’indirizzo ai sensi della parte terza, sezione A, della circolare ISTAT n. 29/1992.
  • Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19/6/2000, che stabilisce che l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe. (comma 1).
  • La Circolare Istat 29/1992 che ha stabilito che ogni Ufficio Anagrafe deve registrare la persona senza tetto o senza dimora nel registro della popolazione residente, istituendo – in caso di assenza di domicilio o residenza – una via fittizia che non esiste dal punto di vista territoriale/toponomastico ma ha equivalente valore giuridico e nella quale la persona elegge il proprio recapito.
  • l’art. 2, comma. 3, della Legge n.1228/1954, così come modificato dall’art. 3, comma. 38, della legge n. 94/2009, e secondo le disposizioni dettate dal Ministero degli Interni con Circolare n. 19 del 17/09/2009. Essa regola la residenza per le persone senza fissa dimora.
  • l’art. 3-bis al comma 1-bis e l’art. 48, comma 2, del Codice dell’Amministrazione digitale e il Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 che stabilisce la validità del domicilio elettronico sulla casella di posta certificata.
  • l’art. 43, primo comma del codice civile che definisce il domicilio come la sede principale dei suoi affari e interessi.
  • l’art. 43, secondo comma del codice civile che definisce la residenza come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

DOCUMENTI NECESSARI

Dato che non si può contare sulla conoscenza dei pubblici uffici, è sempre bene arrivare più che preparati di fronte all’ufficiale dell’anagrafe e ti consigliamo perciò di scaricare i moduli che alleghiamo qui sotto, compilarli accuratamente e allegare i documenti richiesti.
Se proprio vuoi stare tranquillo allega anche i vari articoli che abbiamo scritto sopra, una rispolverata non è mai male!

In teoria, compilando dettagliatamente questi documenti e allegando quanta più documentazione possibile, dovrebbe filare tutto liscio ma…. ma siamo pur sempre in Italia e purtroppo molti comuni sono restii se non addirittura ostili a questo tipo di residenza e tendono in tutti i modi ad ostacolarla.
Alcuni comuni invece sono semplicemente ignoranti, ed è per questo che consigliamo di arrivare pronti e preparati all’ufficio anagrafe, in modo che non abbiano modo di replicare.
Purtroppo però ci sono casi dove il comune nega anche l’evidenza e ignora deliberatamente la legge e tanto bene questo è proprio il nostro caso!
Sono ormai quasi 6 mesi che siamo in guerra con il comune di Treviglio, ma questa è un’altra storia che ti racconteremo non appena si sarà conclusa o quando sarà in fase di conclusione.

Se hai altre domande o dubbi puoi scriverli nei commenti, se possiamo saremo felici di rispondere!

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