RESIDENZA “FITTIZIA” IN CAMPER – Facciamo chiarezza!

PREMESSA (03/2022): data la mole di richieste di aiuto per ottenere la residenza senza fissa dimora che stiamo ricevendo negli ultimi mesi, ci siamo rese conto che non riusciamo ad aiutare tutti perché rispondere ad ogni singola richiesta d’aiuto richiede molto tempo. Perciò questa volta siamo noi a chiedervi un piccolo contribuito per il nostro tempo: se non riesci a trovare tutte le informazioni qui di seguito (sia nel testo che nel video che sono già estremamente completi), e vuoi contattarci per sottoporci il tuo quesito puoi scriverci per email a: livesingshoot@gmail.com in modo da poter valutare se siamo o meno in grado di aiutarti e, in caso affermativo, ti chiediamo un piccolo contributo tramite PayPal: https://www.paypal.com/paypalme/livesingshoot

RESIDENZA “FITTIZIA”

Giusto qualche giorno fa abbiamo deciso che era ora di fare un video per spiegare una volta per tutte che cos’è la residenza “fittizia”, come si ottiene e quali sono le leggi e le norme che la regolamentano.

Non vogliamo fare il solito “pippone” e, come nel video, vorremmo spiegare tutto quanto in modo semplice così che chiunque in futuro avrà bisogno di questo tipo di residenza potrà dichiararla senza problemi (si spera…).

DOMANDE E RISPOSTE

  1. SE VIVO IN CAMPER POSSO AVERE UNA RESIDENZA FITTIZIA?
    “fittizia” non è il termine giuridico corretto, la giusta definizione è residenza senza fissa dimora, comunque sì, si può avere una residenza.
  2. POSSO AVERE LA RESIDENZA IN CAMPER?
    No, non si può avere la residenza in un camper, ma il comune è tenuto a registrarti in una via “fittizia” di fatto inesistente dove vengono registrate tutte le persone senza fissa dimora di quel comune.
  3. CHE COSA SIGNIFICA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA?
    Significa che non hai una casa fissa perché puoi essere un viaggiatore, un nomade digitale, un artista di strada, un venditore ambulante, un artigiano ambulante, un artista circense, un lavoratore sulle navi, un commerciante oppure anche un senza tetto. Tutti casi in cui non c’è un luogo FISSO in cui la persona abita.
  4. LA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA SI CHIEDE O SI DICHIARA?
    La residenza si DICHIARA e questo perché è un diritto come precisato dalla Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19.6.2000, l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe.
  5. COSA DEVO FARE PER DICHIARARE LA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA PRESSO UN COMUNE?
    Ci si può presentare fisicamente, muniti di tutti i documenti compilati e firmati che alleghiamo qui sotto nella descrizione del video, oppure si possono mandare gli stessi compilati e firmati tramite posta elettronica certificata.
  6. PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE AVERE LA RESIDENZA?
    Perché l’iscrizione nei registri anagrafici del Comune di residenza costituisce il presupposto per beneficiare di molti diritti riconosciuti dallo Stato tra cui diritto di voto, diritto all’assistenza sanitaria, rilascio della carta d’identità e diritto all’assistenza sociale. Questo significa che puoi avere una circoscrizione elettorale, un medico di base e una tessera sanitaria e via dicendo…
  7. SERVONO DEI REQUISITI PER DICHIARARE LA RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA? SE SI, QUALI?
    Ci sono dei requisiti per dichiarare la residenza senza fissa dimora e sono tre, ma basta averne almeno uno affinché la dichiarazione sia valida: 
    1) motivi professionali: il comune in cui intendi dichiarare la tua residenza è il comune dove lavori o è il centro dei tuoi interessi lavorativi
    2) motivi affettivi: nel comune è presente almeno uno dei tuoi parenti
    3) nascita: puoi dichiarare la tua residenza nel comune di nascita
  8. CHE DIFFERENZA C’E’ TRA RESIDENZA E DOMICILIO?
    – art. 43, secondo comma del codice civile definisce la residenza come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale
    – art. 43 primo comma del codice civile definisce il domicilio come la sede principale dei suoi affari e interessi
    Questo cosa significa? Sostanzialmente che la residenza è il luogo in cui la persona dimora abitualmente e, specificatamente nel caso della residenza senza fissa dimora, dove per vari motivi trascorre più tempo rispetto ad altri luoghi (per motivi lavorativi e/o famigliari). 
    Il domicilio invece è quel luogo in cui la persona può essere reperibile e raggiungibile e può essere un luogo fisico ovvero la casa di un amico o parente, uno studio legale o anche una casella postale, oppure può essere digitale come cita l’art.3-bis al comma 1-bis e l’art.48, comma 2 del Codice dell’Amministrazione digitale e il Decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 che stabilisce la validità del domicilio elettronico su casella di posta elettronica certificata!
  9. NON E’ NECESSARIO QUINDI AVERE UN LUOGO FISICO COME DOMICILIO?
    Assolutamente no, e qualsiasi comune lo pretenda commette un illecito. Il domicilio può essere la propria casella di posta elettronica certificata.
  10. PERCHE’ NON POSSO AVERE IL DOMICILIO NEL CAMPER?
    Perché il camper è un luogo soggetto a spostamenti e perciò non è un luogo in cui la persona può essere reperibile e dove quindi può ricevere le comunicazioni dalla pubblica amministrazione. In una casella postale, fisica o digitale che sia, questo è possibile, oltre che in un qualsiasi altro luogo fisico (studio legale, casa di genitori o amici ecc…)
  11. E SE IL COMUNE NON VUOLE REGISTRARE LA MIA RESIDENZA?
    Se sono presenti almeno uno dei tre requisiti di cui abbiamo parlato prima (interessi lavorativi, interessi famigliari, comune di nascita) allora il comune commette un illecito e va denunciato per abuso d’atti d’ufficio.
    Bisogna ricordare che la residenza è un diritto e perciò si dichiara ed il comune è tenuto a registrarla.
    L’ufficio anagrafe deve sapere che non riconoscere la residenza alle persone senza fissa dimora significa:

    – violare il dovere di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2 Cost.)
    – violare il diritto all’uguaglianza formale e sostanziale (art. 3 Cost.)
    – violare il diritto al lavoro (no residenza = no iscrizione centro per l’impiego, no partita iva) (art. 4 Cost.)
    – violare la libertà personale e dell’inviolabilità del domicilio (art. 14 Cost.)
    – violare la libertà di fissare la propria residenza nel territorio dello stato (art. 16 Cost.)
    – violare il diritto alla difesa (no residenza = no accesso al gratuito patrocinio) (art. 24 Cost.)
    – violare il diritto alla salute (art. 32 Cost.)
    – violare il diritto all’assistenza e alla previdenza sociale (no residenza = no pensione) (art. 38 Cost.)
    – violare il diritto di voto (no residenza = no circoscrizione elettorale) (art. 48 Cost.)

LEGGI E NORME

  • Dichiarazione di residenza senza fissa dimora, ai sensi del terzo comma dell’art. 2 della L. n. 1228/1954 e dell’art. 13 del Regolamento approvato con D.P.R. n. 223/1989, con domicilio digitale ai sensi dell’art. 3.bis, c. 1-bis, del D.Lgs. n. 82/2005 e con richiesta di attribuzione dell’indirizzo ai sensi della parte terza, sezione A, della circolare ISTAT n. 29/1992.
  • Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19/6/2000, che stabilisce che l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe. (comma 1).
  • La Circolare Istat 29/1992 che ha stabilito che ogni Ufficio Anagrafe deve registrare la persona senza tetto o senza dimora nel registro della popolazione residente, istituendo – in caso di assenza di domicilio o residenza – una via fittizia che non esiste dal punto di vista territoriale/toponomastico ma ha equivalente valore giuridico e nella quale la persona elegge il proprio recapito.
  • l’art. 2, comma. 3, della Legge n.1228/1954, così come modificato dall’art. 3, comma. 38, della legge n. 94/2009, e secondo le disposizioni dettate dal Ministero degli Interni con Circolare n. 19 del 17/09/2009. Essa regola la residenza per le persone senza fissa dimora.
  • l’art. 3-bis al comma 1-bis e l’art. 48, comma 2, del Codice dell’Amministrazione digitale e il Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 che stabilisce la validità del domicilio elettronico sulla casella di posta certificata.
  • l’art. 43, primo comma del codice civile che definisce il domicilio come la sede principale dei suoi affari e interessi.
  • l’art. 43, secondo comma del codice civile che definisce la residenza come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

DOCUMENTI NECESSARI

Dato che non si può contare sulla conoscenza dei pubblici uffici, è sempre bene arrivare più che preparati di fronte all’ufficiale dell’anagrafe e ti consigliamo perciò di scaricare i moduli che alleghiamo qui sotto, compilarli accuratamente e allegare i documenti richiesti.
Se proprio vuoi stare tranquillo allega anche i vari articoli che abbiamo scritto sopra, una rispolverata non è mai male!

In teoria, compilando dettagliatamente questi documenti e allegando quanta più documentazione possibile, dovrebbe filare tutto liscio ma…. ma siamo pur sempre in Italia e purtroppo molti comuni sono restii se non addirittura ostili a questo tipo di residenza e tendono in tutti i modi ad ostacolarla.
Alcuni comuni invece sono semplicemente ignoranti, ed è per questo che consigliamo di arrivare pronti e preparati all’ufficio anagrafe, in modo che non abbiano modo di replicare.
Purtroppo però ci sono casi dove il comune nega anche l’evidenza e ignora deliberatamente la legge e tanto bene questo è proprio il nostro caso!
Sono ormai quasi 6 mesi che siamo in guerra con il comune di Treviglio, ma questa è un’altra storia che ti racconteremo non appena si sarà conclusa o quando sarà in fase di conclusione.

49 risposte a "RESIDENZA “FITTIZIA” IN CAMPER – Facciamo chiarezza!"

  1. Ciao, io ho gia vissuto l esperienza in camper vivendoci x 4 anni da solo, sulle Dolomiti e poi Appennini per motivi di lavoro. Avevo però una residenza fissa assieme alla famiglia.
    Ora voglio tornare ad essere ” libero” e quindi dovrò riacquistarmi un mezzo. Quindi… come fai ad intestarti un mezzo se non hai una residenza ufficiale? Forse potrei intestarmelo finche ho ancora la residenza attuale… e poi ….come funziona? Ne sapete qualcosa. Grazie.
    Serena vita. Renato

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    1. Ciao Renato, in realtà la residenza senza fissa dimora serve proprio a questo, a permetterti di usufruire di diritti fondamentali quali sanità e lavoro perché senza una residenza non puoi accedere alle cure mediche in quanto non puoi avere nemmeno una tessera sanitaria e ugualmente non puoi aprire partita iva o non puoi avere un contratto di lavoro. In egual modo la residenza senza fissa dimora ti permette di avere un veicolo intestato senza alcun tipo di problema perché di fatto è una residenza come le altre, non cambia assolutamente nulla se non il fatto che non hai una dimora fissa, appunto. Bisogna imparare a capire che la residenza senza fissa dimora è una residenza a tutti gli effetti 🙂

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    1. Allora, la residenza si può DICHIARARE (attenzione, non si richiede perché è un diritto, non è un atto concessorio) o nel comune di nascita (che è tenuto a registrarla senza opporre “resistenza”) oppure in un altro comune in cui si abbiamo dei famigliari residenti o degli interessi lavorativi.

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  2. Ho seguito le vostre vicissitudini fin dall’inizio e ora grazie a voi sto intraprendendo la stessa strada. Spero con meno complicazioni.. ma in ogni caso grazie di cuore per l’impegno nel trasmette le vostre preziose informazioni. Vorrei porvi una domanda a cui non sono riuscito a trovare risposte. Per quanto riguarda il medico di famiglia, si ha comunque la possibilità di averne uno a scelta? o è proprio un servizio negato. Grazie in anticipo e… siete grandi!!!

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    1. Ciao Roberto, la residenza serve, tra le altre cose, anche per avere il medico! E’ un diritto fondamentale del cittadino, nessuno può togliertelo!
      Con la residenza puoi ottenere un medico di base nel paese in cui avrai dichiarato la tua residenza o in paesi limitrofi (dipende dalle varie ASL).

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      1. Ciao, volevo farvi sapere come procede la mia avventura.. almeno per sfogarmi con qualcuno che può capirmi..
        Ve la faccio breve.. il comune dove ho richiesto la residenza senza fissa dimora, in provincia di Rieti e dove abita mia madre, non ha istituito una via fittizia. Dopo avermi dato del “barbone” e “gente che vive sotto un ponte” mi hanno chiuso qualunque comunicazione.. email.. pec.. e quando telefono all’ufficio dell’anagrafe chi se ne occupa è perennemente impegnato (da tre mesi).. premetto che non ricevono perché siamo in pandemia… (oggi è il 4 febbraio 2022)..
        Il comune di Rieti non risponde alle pec… ne alle mail ne al telefono, quando son riuscito a parlare con l’anagrafe, una settimana di chiamate (e non scherzo se vi dico 3 ore al giorno per provarci) la motivazione della loro poca disponibilità a comunicare è stato “il covid” si perché dovete sapere che la pandemia ha definitivamente sconvolto la poca voglia di lavorare degli statali o gli ha fornito il pretesto perorando la loro casa di svogliati cronici. Morale, loro non accettano richieste perché non ho parenti nello stesso comune… Contatto una onlus che mi mette in comunicazione con avvocatodistrada.it (un servizio che dovrebbe tutelare chi è senza fissa dimora) il loro unico consiglio è stato prendere la residenza presso casa di amici o parenti… Ma se io voglio vivere come dico io e non gravare su qualcuno? Oltretutto faccio un lavoro che mi porta a muovermi in continuazione.. Comunque per loro la legge è chiara se non ho un posto fisso non ho diritti… cito testualmente “Se vuole ottenere la residenza, e i diritti ad essa collegati (sanità, diritti politici, etc) deve far sapere allo stato dove vive. Lo stato deve sapere chi vive in un certo posto per motivi di ordine pubblico, e non basta dire che si vive in una certa zona per ottenere una residenza, altrimenti farebbero tutti così.” Tutto chiaro, ma se non mi viene dato modo di far vedere come vivo e di cosa campo come posso dimostrarlo?.. Ma soprattutto chi mi tutela? Sinceramente mi sto stancando… forse mi conviene imbarcarmi su un peschereccio e raggiungere a nuoto Lampedusa, magari come migrante qualcuno mi ascolta…

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      2. Ciao Roberto, grazie della tua testimonianza e purtroppo sei l’ennesima persona che ci riporta situazioni a dir poco raccapriccianti. Sugli statali la pensiamo esattamente come te, il 99,9% non ha mai avuto voglia di lavorare, ora ne ha ancora meno, tanto loro lo stipendio assicurato pagato dalle nostre tasse ce l’hanno… ma questo è un altro discorso.
        Siamo però ancora più sconcertate dalla risposta degli avvocati di strada che dovrebbero tutelare i diritti e invece evidentemente anche loro si stanno trasformando in statali perché anche nel nostro caso non erano stati affatto di aiuto. Quello che però poi fare è denunciare il comune per omissione d’atti d’ufficio perché la PEC, come la raccomandata, è una comunicazione ufficiale a cui, per legge, la pubblica amministrazione DEVE rispondere. Se non risponde entro 30 giorni lavorativi, anche dando comunicazione della causa di un eventuale ritardo, è punibile per legge e la denuncia si può tranquillamente fare dai Carabinieri.
        Altra strada che potresti provare a percorrere è dichiarare la tua residenza senza fissa dimora presso il tuo comune di nascita perché, per legge, non può opporsi e in caso lo facesse sarebbe sempre passabile di denuncia.
        Fai valere i tuoi diritti, anche se ormai, in Italia, i diritti sembrano diventati una favola che si racconta ai bambini…

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      3. Grazie per le parole di conforto… sapete… quello che rimane da tutto questo è un amaro che ti toglie la voglia di fare; a questo punto credo che lo sconforto sia proprio ciò che si vuole instaurare nel cittadino.. quel senso di impotenza che ti impone un: “o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra” . Un pretesto e un ricatto psicologico per ribadire il concetto che se un servizio non funziona non è mai colpa di nessuno con la dichiarazione implicita di doverlo accettare come uno stato di fatto.. Insomma una specie di maschio DOP del sistema all’italiana…. Tornando a noi.. dall’ultima pec inviata al comune sono passati piu di 60 giorni senza risposta, procedo con la denuncia di omissione di atti d’ufficio.. anche se so che questo farà di me un brutto cattivo a cui verrà dato il divieto di varcare i confini reatini nonché il diniego categorico della mia residenza senza fissa dimora.. Staremo a vedere… In ogni caso son stato immensamente felice di vedere che avete risolto.. Ero preso dalle mie vicissitudini e non avevo letto la bella notizia!!

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      4. Purtroppo l’Italia, dopo questa storia del covid, sta andando sempre più verso il baratro. Noi alla fine abbiamo risolto rivolgendoci ad un altro comune a soli 4km di distanza (ridicolo) dove, di fatto, non ci siamo MAI, ma tant’è… almeno lì c’è la mamma di Elena residente ed è stata l’unica motivazione che ci ha permesso di avere la residenza senza fissa dimora, ma con il domicilio presso la mamma e non, come avremmo invece voluto, sulla nostra PEC.
        Comunque un’altra cosa che puoi fare per toglierti lo sfizio e far incazzare davvero il comune è contattare la stampa locale. Noi abbiamo alzato un polverone incredibile sul sindaco di Treviglio che, ancora oggi, solo se qualcuno ci nomina diventa paonazzo e sembra esplodere come una bomba. Non abbiamo ottenuto la residenza, ma almeno ci siamo prese una bella vendetta facendogli fare una bruttissima figura sui media locali e non solo.

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      5. L’importante è che alla fine avete raggiunto lo scopo; una vita serena come l’avete programmata e con i diritti che vi spettano. A questo punto la questione domicilio digitale è marginale, anche se vien da chiedersi perché perdono tempo a fare decreti legislativi se poi nessuno li applica… Comunque.. meno male che il comune della mamma di Elena non ha ricominciato a fare ostruzionismo… forse è sceso a compromessi proprio per non esporsi con un ulteriore tempesta mediatica. La mia prossima tappa è provare con il comune di nascita, tanto a quanto pare se non ci sei mai a loro non frega nulla… Da quel poco che ho capito ci sono di mezzo i servizi sociali e senza il loro nulla osta non posso inoltrare la richiesta. Proverò… Nel mentre vi ringrazio tantissimo per il conforto e vi auguro di realizzare tanti altri meravigliosi obiettivi. Quello dei “due cuori e una capanna” è stato raggiunto e non è poco.

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  3. Buongiorno, io vorrei prendere la residenza fittizia in camper e richiederla al comune di Napoli dove vive mio figlio disabile in carrozzina (Marco) con sua mamma (io sono separato). Il camper è di mio figlio (Matteo) e me lo cede in uso gratuito per viverci in modo che posso dare assistenza a Marco. Ora la domanda è: se il camper è intestato a mio figlio Matteo io posso richiedere la residenza fittizia al comune di Napoli per stare vicino a Marco e dargli assistenza?

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    1. Ciao Mario, penso proprio non ci siano problemi perché, di fatto, il camper è “ininfluente”. Mi spiego: al comune non interessa che tu vivi in un camper o sotto un ponte, al comune interessa sapere che non hai una fissa dimora, punto. Poi ovvio che in tutta la documentazione allegata c’è anche un’autodichiarazione in cui si può liberamente spiegare come e perché si vive in camper, ma la residenza non viene data “nel camper”, capisci che intendo? Da questo deduco che il fatto che il camper sia di tuo figlio non influisca sulla dichiarazione. Se proprio vuoi stare tranquillo potresti far firmare a tuo figlio una carta in cui dichiara che ti cede il camper ad uso gratuito e per un tempo indeterminato per poterlo utilizzare come alloggio per poter stare vicino all’altro tuo figlio disabile.
      Ad ogni modo precisa e sottolinea più volte che il motivo per cui richiedi questo tipo di residenza è proprio perché nel comune di Napoli è residente tuo figlio Marco e che, in quanto disabile, ha bisogno di assistenza. Rientri nella casistica di “motivi affettivi” quindi, salvo trovare qualche burocrate incapace ed ignorante (come purtroppo non è raro), non dovresti avere grossi problemi.

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  4. Complimenti ragazze! Vi ho scoperto in autunno su youtube quando cercavo informazioni sulla vita in camper, ora il momento è arrivato e sto acquistando quella che sarà la mia casa su ruote. Lascerò il mio appartamento alla fine di marzo e mi stavo documentando sulle tempistiche, cioè entro quando va dichiarato il cambio residenza e sono approdata a questo vostro articolo, esauriente e ben fatto!
    Mi avete fornito un suggerimento importante: non mi rivolgero’ al comune di Treviglio, abito poco distante da Arcene e lo terrò in considerazione qualora il mio comune facesse storie.
    Intanto vi auguro il meglio e qualora voleste mettervi in contatto con me ne sarei lieta.

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    1. Ciao Tania! Il comune di Treviglio lascialo proprio perdere, ti farebbero solo perdere tempo, sono un branco di incompetenti e non abbiamo paura a dirlo perché è la realtà.
      Ricordati che, per dichiarare la tua residenza senza fissa dimora, è necessario avere almeno uno dei tre requisiti: comune di nascita, comune in cui è residente un parente, interessi lavorativi. Una volta che hai uno di questi tre requisiti tutto il resto sono solo chiacchiere!
      Un altro appunto, noi abbiamo provato ad insistere con il domicilio digitale su PEC, ma l’Italia è un paese preistorico a cui piace ancora la carta quindi, se puoi, per evitare problemi con il comune, ti conviene dichiarare un domicilio fisico, anche una casella postale va bene 😊

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      1. Ciao ragazze! Scusate il ritardo, ho controllato il vs sito fino al giorno dopo ma anche se avete risposto quasi subito i tempi x la vostra pubblicazione sono stati diversi… non ho più avuto tempo x controllare perché ero alla ricerca del mio camper che ho trovato e acquistato 😍
        Purtroppo i requisiti da voi citati non li ho, sono nata al sud, non ho un lavoro, mio figlio sta pensando al camper anche lui, l’unica è mia figlia che sarà residente a Spirano appena lasceremo l’appartamento (tra 20 gg).
        Stamattina ho telefonato al mio comune di Osio Sotto x tastare il terreno… mon dieu 🤦‍♀️ l’impiegata risponde che la residenza fittizia la danno solo ai clochard… della PEC neanche a parlarne! Bene… so a cosa mi devo preparare 😂 nel gruppo di full timers dove sono iscritta c’è chi l’ha ottenuta in 5 minuti in una città e chi ha aspettato 2 anni in un altra! La legge è uguale per tutti è un eufemismo…altro che preistoria
        Ora non ho tempo ed energia per questa battaglia, ho un trasloco tutto di corsa, ma dopo il 31 marzo vado alla carica!
        Intanto vi saluto caldamente e vi aggiornerò sugli sviluppi 😊

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      2. Chissà perché non mi sorprende! Dell’arretratezza del comune di Osio Sotto ne avevo già sentito parlare tempo fa quando si rifiutavano di celebrare le unioni civili nella sala delle celebrazioni perché, secondo la loro mentalità retrograda e bigotta, le unioni civili non sono matrimoni. Vabbè, ora pensa al trasloco e al resto, poi ci sarà tempo per questa battaglia, servono molte energie!

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  5. Ciao ragazze, pure io mi accingo a questo passo per vivere in camper. Io ora ho residenza nel comune di brescia e vorrei manenerla qui per via del medico che può seguirmi anche a distanza. Ho letto che servono forse 45 gg per la procedura ma io a quel tempo sarò già via. Non serve la presenza no?

    grazie mille e buone cose

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      1. Grazie! Per cronaca: stamane il comune di Brescia, dove risiedo, mi ha detto che per fare la dichiarazione di residenza fittizia devo prima essere cancellata dal loro registro dei residenti e che hanno tempo 12/15 mesi per per verificare che io non sia più presso la vecchia residenza (anche inviando una dichiarazione del padrone di casa con disdetta contratto affitto). Dopo di che potrò essere iscritta al registro dei senza fissa dimora. Quindi per un anno resterò solo con il domicilio con casella pec.
        Questa del domicilio l’hanno accettata senza problemi. Mah!

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      2. Attenzione Danila, il comune non può lasciarti senza residenza perché non rispetterebbe delle leggi fondamentali e lederebbe i tuoi diritti fondamentali! Se il tuo contratto d’affitto non è più in essere ed il padrone di casa ha pieno diritto di togliere la tua residenza da casa sua, il comune non può lasciarti senza una residenza perché vorrebbe dire lasciarti senza medico, senza diritto al voto e via dicendo.. Chiarisci bene questo punto, se necessario copia gli articoli di legge che citiamo, non possono vincere!

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    1. Ciao gnari ..sono cristian Anche io di Brescia…oggi mi sono recato nel mio comune ..bovezzo ..dove la segretaria sembrava parecchio titubante..mi ha detto che deve chiedere ai servizi sociali …come se vi fosse bisogno del benestare di lor signori parassiti …mi ha anche detto che se tra un paio di mesi lascio la casa dove sono in affitto …e vanno ad abitare altre persone ..risulterei ancora x almeno un anno residente in quella casa … ho l impressione che i vaccini li abbiano rimbambiti ancora d più…

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  6. Ciao ragazze,grazie per il vostro articolo assolutamente molto esaustivo. Noi siamo una famiglia di 5 persone( io ,mio marito e i nostri 3 figli di 10,7 e 4 anni), e presto vogliamo fare il grande passo di vendere tutto, casa macchine e comprarci un camper per viaggiare in italia e all’estero, con lidea , se troviamo il posto giusto di trasferirci in Spagna. Detto questo, la richiesta per la residenza fittizia, deve farla solo mio marito per tutta la famiglia?

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    1. Ciao Annamaria, sì basta che sia un esponente della famiglia a fare la richiesta non solo per i minori, ma anche per il coniuge. Ovviamente tutti i membri della famiglia andranno segnalati nei documenti da compilare e andranno allegati tutti i relativi documenti.

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  7. Buongiorno, grazie per il grande ed utile lavoro di divulgazione che fate! Ho letto tutto e non ho trovato una risposta ad un quesito: se si ha una casa, nella quale si ha la residenza, la si mette in affitto e si avvia la procedura per la residenza fittizia, si potrebbero incorrere in problemi visto “la proprietà” in quel determinato comune? Non so se qualcuno ha giaì affrontato la stessa situazione…vi ringrazio in anticipo, Nora

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    1. Sinceramente non sappiamo rispondere, quello che è certo è che così facendo si andrebbe a pagare l’IMU come se fosse una seconda casa dato che da lì si sposta la residenza. Non avendo mai avuto la necessità di sapere questo dettaglio non abbiamo mai indagato, la cosa migliore sarebbe chiedere allo stesso comune sperando di non trovare il milionesimo incompetente.

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      1. Immaginavo ci fosse la questione Imu di mezzo… questa mi spaventa meno dell’incompetenza dalla quale siamo tutti circondati! Sono indecisa se chiedere al comune di nascita (Milano, che mi auguro sia abbastanza grande da aver già avuto altri casi) oppure nel comune dove vive mia madre (però temo che mi rispondano di metterla da lei, cosa assolutamente insostenibile visto che lei ha delle agevolazioni in quanto anziana sola!)
        Ma per rinnovare i documenti, tipo passaporto/codice fiscale etc?
        Quanto mi spaventa la burocrazia italiana!
        Grazie ancora per il sostegno e l’impegno!
        Un abbraccio virtuale
        Nora

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      2. Allora il comune di nascita per legge non può rifiutarsi, però in questo caso specifico, essendoci già una casa di proprietà, bisogna capire se è fattibile o no. Il comune dove abita la mamma invece potrebbe creare problemi, ma in caso il comune di Milano rispondesse picche, si potrebbe comunque provare a chiedere.
        Per quanto riguarda i documenti invece avviene tutto come con una normale residenza, a noi è arrivata presso il nostro domicilio (casa di mia mamma) la nuova tessera sanitaria di Alessia e a breve rinnoveremo i documenti d’identità in comune come tutti quanti, niente di strano per fortuna!

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  8. Scusate, non abbiatene a male, ma perchè si vuole fare questo? Cioè diventare “senza fissa dimora”?Non riesco a capire….Grazie

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    1. I motivi sono molteplici. Nel nostro caso non solo realmente non abbiamo una dimora fissa (ovvero una casa di mattoni), ma non vogliamo nemmeno dichiarare il falso mettendo la nostra residenza a casa di qualche parente, infatti, in quest’ultimo caso, non solo non sarebbe una dichiarazione veritiera, ma sarebbe anche un problema fiscale perché rientreremmo nello stesso stato di famiglia di quel parente con tutto ciò che questo comporta ovvero aumento delle spese della Tari, ISEE condiviso e via dicendo.
      Quindi, a questo punto la domanda semmai è il contrario: perché non si dovrebbe avere una residenza senza fissa dimora se si è in presenza dei requisiti necessari? Perché dichiarare il falso quando la legge permette di essere in piena regola?

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      1. Mi piace molto andare in giro con il camper, ma poi mi piace anche il ritorno a casa…Non riesco a pensare ad una vita in camper con i miei hobby, e poi tutto il resto…Caricare e scaricare, limitando l’uso dell’acqua, e poi se piove o in inverno….sempre chiusi in pochissimi metri quadrati…..Personalmente dopo un pò, credo che darei di matto…..Comunque è una scelta, ed io la rispetto, pur non condividendola…Grazie

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      2. Come abbiamo sempre detto anche nei nostri video, la vita in camper non è per tutti. Per noi, ad esempio, il pensiero di vivere circondate da 4 mura sempre nello stesso posto è angosciante. Preferiamo di gran lunga rinunciare a qualche comodità ma avere la libertà di muoverci a nostro piacimento piuttosto che avere le comodità di una casa ma sentirci “in gabbia”. Vivendo in camper abbiamo rinunciato a tante cose, ma in compenso ne abbiamo guadagnate altre che non potevamo nemmeno immaginare.

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      3. Sarebbe bello poterne parlare di persona, ma perchè il camper non “ha quattro mura”, ed anche molto più ristrette?Personalmente mi sentirei più in gabbia in 10/12metri quadrati, che in 80 o 100. Ma capisco che è questione di pensieri e gusti, ed io li rispetto. Buona vita e grazie per il tempo dedicatomi.

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  9. Complimenti è la prima volta che per argomenti tanto importanti quanto delicati oltre che a chiarezza e completezza delle informazioni avverto una sensibilità, quasi un volto con espressioni. Grazie.

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    1. Grazie a te per questo bellissimo commento! Siamo felici che tu abbia apprezzato e soprattutto che sia riuscito in qualche modo a capire che, dietro un argomento così “tecnico”, ci sia davvero una sorta di “anima”.

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  10. Sono straniera (tedesca di nascita) sposata con un italiano, ma pur sempre con passaporto tedesco. Mio marito vuole chiedere la residenza per’senza fissa dimora”, vale anche per me?

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    1. Sinceramente non sappiamo rispondere, noi abbiamo informazioni di base che sono quelle che ci sono servite, in tanti ci avete chiesto delle cose più particolari ma non abbiamo queste informazioni, vanno chieste a chi si occupa delle pratiche.

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  11. Complimenti ragazzi!

    Noi siamo Argentini ma io o la doppia cittadinanza. Abitiamo con il mio marito nel camper. Abbiamo chiesto la residenza senza fissa dimora con domicilio digitale ad’Ostuni e loro hanno risposto che se puo fare ma dobbiamo aspettare al vigile en un posto fisso (indirizzo). Ma Io li ho detto a la signora che non è necesario perche per ricevere qualsiasi comunicazione ufficiale si utiliza le email PEC, per quello che si chiama “residenza senza fissa dimora con domicilio digitale”. Sapete dove posso trovare nello specifico che non è necessario aspettare al vigile in questo tipo di residenza? Non possiamo aspettarlo perche dobbiamo partire en 15 giorni e dopo torniamo

    Grazie mille!!!
    Valeria, Arturo e la cagnolina (La Chola)

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    1. Siamo certe che il vigile non sia assolutamente necessario, però purtroppo non sappiamo dirvi dove sia scritto. A volte capita che i comuni vogliano accertarsi di questo, anche in altri comuni ci hanno detto che hanno fatto così anche se non ha alcun senso…

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  12. Salve
    Sono Davide.Sono originario di Pisa,ma residente con la famiglia d’origine in un comune vicino Pisa.Negli ultimi anni,avendo iniziato ad essere un ‘artista di strada,mi sono spostato anche per lavori stagionali e con l’acquisto di un camper per agevolare tali spostamenti e via dicendo.

    Per testimonianze di amici-colleghi del mio settore cioe’ artisti di strada(tra i quali originari di Monza e Taranto),che sono riusciti in qualche modo ad avere la RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA (per chi proveniva da Monza,ha semplicemente dichirato di essere artista di strada,di abitare in camper,ed e’ riuscito ad avere la RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA in una via fittizia di Monza)(per chi proveniva da Taranto,e’ riuscito a far riconoscere la residenza sul camper e avere un domicilio postale nella sua residenza d’origine) (ma come avete detto anche voi,c’e’ molta confusione a riguardo nei vari comuni sul riconoscimento della RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA),ho provato a effettuare la stessa domanda al comune dove abita la mia famiglia,avendo specificato in un primo momento che avevo svolto stagionali in giro per l’italia e che avevo il camper fermo per riparazione meccanica in Lombardia.
    Quanfo l’impiegata mi ha spiegato che l’assegnazione per la via fittizia e’ rivolta ai barboni con l’ausilio dell’assistenza sociale ed ha accenato anche a casi di richiesta da parte di artisti di strada,ho specificato in un secondo momento di essere anche io un artista di strada.
    L’impiegata ha rifiutato la mia richiesta per un discorso di controllo fiscale.E quando ho inviato un’e-mail per avere maggiori chiarimenti,questa e’ stata la risposta da parte del comune di Cascina:
    “Buongiorno, come le dicevo a voce è necessario che lei ci fornisca gli elementi utili ad accertare la sua condizione di artista di strada come una visura della Camera di Commercio o altra documentazione ufficiale (partita IVA etc.) da cui risulti la titolarità della sua ditta e la sua ubicazione”
    E cercando informazioni presso un altro comune vicino Pisa,ovvero S.Giuliano Terme,esce quasi la identita voce ovvero :
    “La persona stessa, al momento della richiesta d’iscrizione, è tenuta a fornire all’Ufficiale di Anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio.

    In mancanza del domicilio, si considera residente nel Comune di nascita.

    Le principali casistiche sono le seguenti:

    Persone che svolgono un attività lavorativa particolare che non hanno scelto una condizione di vita stanziale: Giostrai, Girovaghi, Commercianti e Artigiani ambulanti, ecc. dimostrabile attraverso la Camera di Commercio, la partita Iva, Associazioni di categoria;

    Persone senza tetto, persone con particolari disagi economici, ecc. dimostrabile con la relazione dei Servizi Sociali.

    Il domicilio nel Comune di San Giuliano Terme potrà essere dimostrato con la sede amministrativa dell’azienda, l’Istituto Bancario presso il quale l’interessato ha il conto corrente, presso l’indirizzo di un familiare residente nel Comune, il Fermoposta presso un ufficio postale ubicato sul territorio comunale, dichiarando la sede della Struttura Assistenziale di riferimento pubblica o privata (Comunità religiose, Associazioni, ecc.).”

    Cioe’,basandomi su racconti altrui,in cui artista di strada puo’ richiedere la RESIDENZA PER SENZA FISSA DIMORA,ma codesti comuni richiedono che a livello fiscale l’artista di strada risulti registrato presso una Camera di Commercio o abbia partita IVA,risulta essere tutto un controsenso.

    Anche perche’ la maggior parte degli artisti di strada non possiedono partita IVA e/o svolgono nelle piazze spettacoli “a cappello” o a “offerta libera”,e tecnicamente per questo status non possiedono un vero regime fiscale.

    Sto provando a fare richiesta della RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA anche per mantenere una vicinanza a distanza con la mia famiglia d’origine,ma nonostante abbia iniziato a spostarmi e vivere in giro con il camper vorrei risultare distaccato dalla famiglia d’origine.

    Ignoro se il metodo di pensare di questi comuni sia arretrato e quindi anche ripercorribile con la denuncia di abuso id atti d’ufficio.

    Voi che consiglio mi potreste dare in merito ?

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    1. Purtroppo quello che abbiamo capito nel corso del tempo è che molti comuni tendono a fare quello che vogliono in materia un po’ per disincentivare a questo tipo di residenza (e poi spiego perché) e un po’ (spesso) per ignoranza.
      Perché disincentivare? Ho parlato qualche mese fa con il sindaco di un comune della provincia di Bergamo che diceva che voleva restringere la possibilità di dichiarare la residenza senza fissa dimora perché si è ritrovato con persone “poco raccomandabili” che gli hanno solo portato problemi ovvero persone che avevano a carico debiti, denunce ecc… e che perciò, in questo modo, non potevano essere rintracciate.
      Il fatto che ti chiedano una partita iva è ridicolo per il semplice fatto che, a meno che tu non l’abbia già da una precedente residenza (come nel mio caso), non è possibile aprire una partita iva se prima non si una residenza!
      Per quanto riguarda gli assistenti sociali beh, è ancora più ridicolo ma tanto, come già detto, ormai i comuni tendono a fare davvero ciò che vogliono.
      Quello che però potresti fare per dimostrare di essere “in regola” è, invece che aprire una partita iva (cosa che ti sconsiglio vivamente di fare perché in Italia equivale ad un suicido, parlo per esperienza), è iscriverti ad una cooperativa musicale come Esibirsi (se sei un artista di strada che fa musica) e in questo caso potresti dimostrare di avere una sorta di partita iva anche se poi, di fatto, non la useresti mai perché a chi cavolo intesti la fattura se sei un artista di strada? Sono ridicoli, ma purtroppo bisogna stare un po’ al loro gioco.

      Anche noi volevamo perseguire la strada della denuncia, abbiamo parlato con più avvocati ma alla fine tutti ci hanno fatto desistere perché, paradossalmente, il cittadino, pur in palese ragione, la maggior parte delle volte non ha alcuna possibilità di vincere e se anche vincesse rischierebbero di passare anni e anni e tanti soldi spesi in avvocato. Mettersi contro la pubblica amministrazione italiana è quasi impossibile, ecco perché nel nostro paese non funziona un caxxo, scusa il francesismo.

      Morale: prova a fare il loro gioco magari con questa iscrizione alla cooperativa, in caso contrario inizia a tartassare Striscia la Notizia spiegando per filo e per segno la tua situazione, manda più e più mail (noi ne abbiamo mandate almeno 15 prima di essere contattate, ma nel frattempo avevamo già risolto) e vedrai che, nel caso ti ascoltassero, con le telecamere puntate addosso sono sempre tutti degli agnellini.

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      1. Grazie er avere risposto,E e’ un immenso onore fare la vostra conoscenza,anche se in caso di scambio informazioni su questa problematica.

        Allora enrando un po ‘piu’ nel merito:
        -l’impiegata ha spiegato l’ausilio degli assistenti sociali relativo ai veri barboni,senzatetto,che non hanno una casa e via dicendo;
        -quando mi e’ stato detto che,anche essendo un artista di strada, dovevo dimostrare di avere un regime fiscale,sono rimasto sorpreso.
        Consultandomi con un altro collega(che e’ un po piu preparato in modo burocratico),mi ha spiegato che al comune non puo’ interessare come un ‘artista di strada puo’ campare.E anche svolgendo degli spettacoli “a cappello”,gli artisti di strada non sono tassabili se ogni tanto “prendono l’offerta libera attraverso la libera espressiona dell’arte di strada in piazza”.

        Io sono giocoliere.
        Il caso fortuito ha voluto che tempo addietro mi stessi informando per agevolare la mia iscrizione presso una cooperativa di artisti(in questo caso la DOC SERVIZI)per agevolare un’eventuale fatturazione su eventuali spettacoli o animazioni per cui sarei stato ingaggiato.
        (ma non mi sono mai informato di associarmi ad una cooperativa per la difficolta di pubblicizarmi come artista,e per il fatto che con il continuo crescente numero di artisti,ci sia stato il crescente numero di organizzatori improvvisati che ti vogliono pagare senza fattura).
        Per mia esperienza mi sono ripiegato su altri lavori stagionali,e per il quale al momento sto percependo la naspi attualmente.

        In linea teorica,non potrei iscrivermi alla cooperativa d’artisti con conseguente annullamento della naspi.

        M ail caso vuole che tra pochi giorni partiro’ fuori regione per un lavoro in un villaggio natalizio,per cui dovor’ annullare la naspi.
        Ma avrebbe poco senso in questo breve lasso di tempo effettuare l’iscrizione alla cooperativa,perche’ la vorrei attivare ad anno nuovo in modo da poter trovare ingaggi da poter fatturare.
        Ma ,sapendo che la situazione in Italia di poca valorizzazione dell’arte anche in ambito lavorativo e quindi anche la difficolta di individuare possibili ingaggi che possano essere fatturati,avrebbe poco senso effettuare l’iscrizione alla cooperativa per attestare la veridicita di appartenenza ad un regime fiscale,perche’ intaccherebbe anche dal punto di vista burocratico.

        (esempio: tra poco sospendo la naspi,inizio il lavoro temporaneo.E al termine del lavoro riattivo la naspi nel frattempo che mi informo per associarmi alla cooperativa.
        Se dovessi sospsendere la naspi,e mentre inizio il nuovo lavoro(della duata di un mese) e mi associassi alla cooperativa,al termine del lavoro non potrei richiedere la naspi,perche’ risultando come socio della cooperativa risulterei come lavoratore attivo.E per riattivare la naspi ci si perderebbe atro tempo)

        Inoltre ho scoperto che anche un altro comune della stessa provincia pisana richiede i requisiti di appartenenza ad un regime fiscale ,se effettui il lavoro da giostraio,artista di strada,ecc,per poter accedere alla RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA.

        L’unica alternativa sarebbe inviare la richiesta per via telematica per la RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA in un altro comune,e sperare di non trovare il cavillo dell’appartenenza al regime fiscale,cosi da risolvere il problema,come e’ capitato nel vostro caso tra i due comuni in Lombardia.

        Grazie del consiglio

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      2. Ciao Davide, ti rispondo prima qui perché altrimenti faccio confusione con i commenti. Riguardo alla NASPI non esiste che se sei iscritto ad una cooperativa perdi la disoccupazione, a suo tempo io mi ero informata perché scadeva il mio contratto da lavoro dipendente e nel frattempo avrei aperto la mia partita iva pur sapendo che per i primi due anni avrei guadagnato poco e nulla e dopo vari scontri con i soliti burocrati ignoranti, ho trovato una signora molto preparata dell’INPS che mi ha spiegato che qualora non avessi fatturato più di 5000€ annui con la mia partita iva avrei potuto continuare a percepire la NASPI. La stessa cosa dovrebbe valere per i lavoratori dello spettacolo iscritti a cooperative.
        Purtroppo, come per tutte le cose, in Italia bisogna mettersi a litigare con i burocrati fino a trovare l’ago nel pagliaio ovvero qualcuno che effettivamente sa fare il suo lavoro (1 su 1000 forse, ad essere ottimisti).
        Quindi non demordere su questo punto, informati bene e non fidarti assolutamente di quello che ti dicono ad esempio negli uffici di collocamento, io ho litigato pesantemente con un’impiegata di un ufficio di collocamento dove ero andata per fare richiesta di NASPI e dopo che ho scoperto la verità direttamente all’INPS ho provato anche a farla licenziare per incompetenza, ma ovviamente non ci sono riuscita perché i dipendenti pubblici sono intoccabili…

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  13. Buongiorno

    Sono sempre Davide.

    Vi faccio un breve aggiornamento su questa fantomatica odissea per il riconoscimento di una RESIDENZA SENZA FISSA DIMORA.

    Partendo dal fatto che ho inviato una richiesta ai diversi comuni della mia provincia di provenienza un’ e-mail,specificando:
    -i vari articoli della Cassazione sul riconoscimento dell RES.SE.FI.DI. per via digitale;
    -essere in possesso di un ‘indirizzo di posta elettronica(che non e’ PEC,ahime),ma con possibilita di aprire un fermo postale presso un ufficio postale,per riconoscimento di un domicilio fisico;
    -che risiederei nel comune solo per motivi affettivi ( amici in loco e familiari in un comune vicino piu ‘ o meno);
    -specificando il mio status di fulltimer e artista di strada,per cui sono in giro a svolgere i lavori;
    -allegando i miei documenti d’identita,e chiedendo che se ci fosse bisogno di compilare altra documentazione,di comunicare questa eventuale esigenza.

    I pochi uffici anagrafici,che hanno risposto,interpretano che io devo avere un domicilio fisico nel comune,attestare un motivo lavorativo per giustificare la presenza nel comune medesimo,ecc.

    I vari uffici anagrafici sono risultati ostruzionisti burocratici e soffrono di analfabetismo funzionale( cioe’ leggono senza capire il vero significato delle frasi).

    Ora provero a informarmi fuori regione,specificando in questo caso le motivazioni lavorative (gia’ da qualche anno lavoro abitualmente in nord italia)

    Ricordo che due anni fa,quando ero in trasnferta in Francia,ho inviato un’e-mail ad ufficio anagrafico di una piccola citta’ per richiedere un domicilio postale. Premettendo che non parlo la lingua frnacese,mi sono presentato all’ufficio e ho compilato la shceda di adesione in modo semplice e veloce,senza tutti intortogliamenti burocratici e intepretazioni errate all’italiana.

    E’ impressionante come in Italia a livello di burocrazia si e’ piu lenti rispetto ad altre nazioni su delle cose che risulterebbero banali e invece diventano un’odissea.

    Nel frattempo vi auguro buona giornata

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    1. Sono sempre più basita dallo schifo della burocrazia italiana… ogni cosa, anche la più semplice, è una guerra. Definirli analfabeti funzionali è un complimento, penso che un piccione saprebbe svolgere meglio il loro lavoro e sarebbe anche più preparato.
      Una cosa che ti consiglio però è di aprirti una PEC. Una delle cose che a suo tempo ci avevano contestato era il fatto che non avevamo una casella postale ma avevamo solo dichiarato l’intenzione di aprirla e per loro questa non bastava. Avevamo però la PEC e loro si sono ingarbugliati non poco per evitare di accettarla. Affinché il domicilio digitale possa essere attivato devi per forza avere una PEC, costa pochissimo e si fa in un attimo.

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