PERCHE’ ABBIAMO DECISO DI VIVERE IN CAMPER?

Negli ultimi mesi stiamo curando molto il nostro canale YouTube che, con nostra grande sorpresa, sta crescendo davvero tantissimo e ciò non può che renderci felici!

Ci siamo impegnate a pubblicare almeno un video alla settimana seguendo anche un po’ le richieste delle persone che ci seguono e proprio la scorsa settimana abbiamo pubblicato un video in cui raccontiamo di come e perché abbiamo scelto di vivere in camper!

Certo, a causa dell’emergenza Coronavirus i nostri piani sono un po’ cambiati e stanno rapidamente cambiando (praticamente di giorno in giorno!), ma una cosa è certa, andremo a vivere in camper, probabilmente a questo punto anche prima del previsto.

Ma andiamo per punti, vi raccontiamo brevemente perché abbiamo preso questa decisione riassumendo un po’ il contenuto del video che comunque alleghiamo qui sotto.

In principio non era il camper!

In realtà non è un’idea nata dal nulla, ci sono stati almeno un paio di passaggi precedenti che poi, pian piano, hanno portato al camper.

Vuoi sapere il paradosso? Inizialmente non avevamo nemmeno pensato al camper! Alessia ad un certo punto sì, diciamo la verità, ma Elena l’aveva scartato (a pensarci ora ci viene da ridere!).

L’incipit è stato il desiderio di trasferirsi all’estero e i motivi di questa scelta sono vari (ne parliamo meglio nel video), ma comunque principalmente lavorativi. Il lavoro qui in Italia non ci mancava in realtà (prima dell’arrivo del Covid-19….), ma quello di Alessia faceva molta fatica a partire e Elena è praticamente massacrata dalle tasse… ecco perché l’estero, perché avremmo potuto avere più libertà artistica e magari anche fiscale!
Poi ci sono anche altri motivi che però non vogliamo approfondire qui altrimenti si aprirebbero parentesi interminabili.

Quindi, vivere fuori confine, ma dove? Abbiamo valutato molti paesi, ma alla fine la domanda era sempre la stessa: come sappiamo che è il posto giusto? Quanto dovremmo investire per un posto dove stare e quanto tempo ci sarebbe voluto per far partire lì il nostro lavoro? Forse troppo, e alla fine ci saremmo ritrovate costrette a fare altri lavori per tamponare e pagare le spese con il risultato molto probabile che, alla fine, non avremmo più avuto il tempo di portare avanti le nostre rispettive attività (fotografa e cantante)… quindi?
Una strada senza fondo… a meno che… portarsi dietro una casa!

Le Tiny House

Elena è sempre stata innamorata di questo movimento tipicamente americano, quello delle Tiny House ovvero delle piccole casette su ruote che si possono trainare con un’auto (a patto che sia MOLTO potente).

Abbiamo iniziato a documentarci e più ci documentavamo più scoprivamo che non solo in Italia, ma in generale in Europa, è una cultura ancora poco conosciuta e, soprattutto, difficoltosa da attuare per via della burocrazia non sempre favorevole.

Oltretutto il progetto aveva costi decisamente elevati che non potevamo assolutamente sostenere: la tiny house sarebbe costata dai 40 ai 55 mila euro, più avremmo dovuto cambiare l’auto perché quella che avevamo non era abbastanza potente per trainare un simile peso e quindi… niente.

Per non parlare poi delle problematiche di trasporto e di sosta, un disastro insomma, e quindi abbiamo immediatamente accantonato l’idea, ed è qui che è arrivata l’illuminazione… il camper!

E camper fu!

Ecco quindi come siamo arrivate al camper! Un mezzo moderatamente piccolo, sicuramente più facile da spostare di una Tiny House e che soprattutto potevamo permetterci!

Certo, avremmo dovuto rinunciare a molto più spazio perché, per quanto piccole, le Tiny House sono decisamente più grandi di un camper, ma tutto sommato si poteva fare, ci saremmo impegnate a fondo per ridurre il più possibile le nostre cose pur di realizzare il nostro progetto, ed infatti è quello che stiamo ancora facendo e finalmente siamo arrivate quasi (e sottolineato quasi…) al punto zero!

Da quel momento abbiamo iniziato a raccogliere tantissime informazioni sui camper perché entrambe eravamo totalmente ignoranti in materia. Abbiamo spulciato il web in ogni angolo, da YouTube ai gruppi Facebook e in poco tempo abbiamo imparato davvero molto, ma ancora non sapevamo quale camper prendere e, soprattutto, come orientarci nell’acquisto.

Quale camper sarebbe diventato la nostra futura casa?

Come abbiamo detto entrambe eravamo totalmente ignoranti in materia di camper e perciò, onde evitare di fare un acquisto sbagliato di cui ci saremmo pentite, abbiamo pensato di farci consigliare da qualcuno di esperto, e così è entrato in gioco Danilo, un amico della mamma di Elena, un ex venditore di camper e camperista da decenni.

Sulla base del nostro budget e delle nostre esigenze Danilo ci ha consigliato un Laika Ecovip, secondo lui in assoluto il migliore rispettando il nostro budget.
Certo, avremmo potuto spendere meno per il camper e più per gli accessori, ma magari ritrovandoci con qualche brutta sorpresa futura, così abbiamo deciso di spendere subito bene, anche se ci è costato un po’ più del previsto (in realtà non molto, siamo state fortunate!).

Con le indicazioni di Danilo abbiamo indirizzato le nostre ricerche su quel tipo di camper e, dopo qualche mese, abbiamo trovato LUI il nostro Auris, la nostra casa.

E’ stato amore a prima vista, abbiamo capito che sarebbe stato lui non appena siamo entrate!
Paolo, il precedente proprietario, aveva fatto un lavoro impeccabile, un camper così ben tenuto non l’avevamo davvero mai visto nonostante avessimo già girato un po’.

Dopo l’innamoramento, l’acquisto!

Le peripezie che abbiamo dovuto fare per accaparrarci Auris prima che qualcun altro ce lo portasse via sotto il naso sono state da film!

Il giorno successivo ci siamo messe a tavolino a fare i cosiddetti “conti della serva” e alla fine abbiamo proposto a Paolo un acconto e una scrittura tra privati che bloccasse il camper per noi, così avremmo avuto tempo di fare il resto con calma… anche se in realtà non abbiamo aspettato molto e c’è un motivo!

Per poter acquistare il camper, infatti, dovevamo vendere la nostra amatissima Toyota Auris e pensavamo in realtà di venderla più avanti perché in quei mesi, il clou della stagione matrimoni e quindi pienissime di lavoro, sarebbe stato davvero un delirio mettersi a cercare un’auto sostitutiva, ma abbiamo scoperto, facendo valutare la nostra Toyota, che avrebbe potuto svalutarsi di molto se avessimo aspettato ancora, e quindi abbiamo deciso di venderla subito approfittando di un’offerta addirittura più alta del previsto.

Così in 5 giorni abbiamo bloccato il camper, venduto la macchina e trovato un’altra macchina e il giorno dopo subito al lavoro ad un matrimonio, un vero uragano di eventi!

Vendere Auris è stato davvero doloroso perché era un’auto che per noi significava molto per la nostra vita ecologica, ma non avevamo alternative purtroppo… e non è stata l’unica perdita dolorosa, ma di questo magari parleremo più avanti in un altro post.

Poi ci siamo un attimo fermate e abbiamo effettivamente portato a casa Auris il 5 agosto 2019… non scorderemo mai quel giorno!

Guarda il video!

Doveva essere un riassunto e invece, come al solito, abbiamo parlato troppo!

Nel video però raccontiamo più nel dettaglio alcuni punti quindi se sei curioso dai uno sguardo, non dura molto, giuriamo!

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