NON RIMANDARE E DOMANI CIO’ CHE PUOI FARE OGGI

Oggi non ti parleremo di vita in camper, ma di vita più in generale, e soprattutto di tempo.

Già in passato avevamo scritto qualcosa riguardo al tempo ovvero al bene in assoluto più prezioso che abbiamo.
Pensaci, il tempo è l’unica cosa che non si può controllare in nessun modo: non puoi fermarlo, non puoi modificarlo, non puoi comprarlo.
Tutti i soldi e i poteri del mondo non valgono nulla contro il tempo.
Il tempo è una forza inesorabile e totalmente democratica, non favorisce nessuno e non risparmia nessuno.

Ecco, il tempo è qualcosa che in questi giorni particolari in cui stiamo vivendo in quarantena assume un’importanza ancora maggiore perché, finalmente, molti di noi avranno la possibilità di fare tutto ciò che hanno sempre dovuto rimandare proprio a causa della “mancanza” di tempo perché troppo presi dal lavoro o da altre faccende impellenti.

Sembra tutto fantastico, non è vero? Ma forse non è proprio così… E’ paradossale, quando finalmente hai ciò che desideravi, il tempo, improvvisamente è come se non fossi più in grado di sfruttarlo al meglio, o almeno questo è ciò che sta capitando un po’ a noi, anche se ci stiamo sforzando di lottare contro questa corrente avversa.

Forse sarà la situazione di incertezza e insicurezza in cui stiamo vivendo, forse sono anche le preoccupazioni sempre più forti verso l’immediato futuro perché, il nostro settore lavorativo, è totalmente bloccato. O forse, più semplicemente, non eravamo preparate a dover improvvisamente gestire tutto questo tempo libero.

Ma da tutti questi pensieri siamo riuscite a trarne un insegnamento semplice ed elementare: smetti di rimandare a domani ciò che puoi fare oggi, perché magari domani non potrai più farlo.

Vivere OGGI!

Il discorso vale per entrambe, ma in particolare è Elena che ha sentito più forte dentro di se questo richiamo e vuole raccontartelo parlando anche un po’ del suo lavoro.

“Nel 2018 ho realizzato tantissime foto e video ad Alessia, per me era terapeutico, era qualcosa che mi aiutava a mantenere il contatto con me stessa e con la mia primordiale passione fotografica e che, indirettamente, mi aiutava anche a lavorare meglio.
Quando la tua passione diventa anche il tuo lavoro spesso capita che, con il tempo, la fiamma della passione sfumi fino a spegnersi e rimanga solo il lavoro. Ho avuto periodi di alti e bassi, lo ammetto, ma la fiamma della passione non si è mai spenta e questo perché ho sempre cercato di ritagliarmi del tempo per fare delle foto solo ed esclusivamente per me stessa, e le foto che più di tutte mi hanno aiutata sono quelle che ho fatto ad Alessia, la mia musa”
.

“Il 2019 invece è stato un anno strano, nonostante mi fossi ripromessa di ritagliarmi più tempo per me stessa, non so per quale motivo alla fine ho fatto esattamente il contrario. E’ stato un anno triste perché non ho fatto praticamente nulla per me stessa e per continuare a proteggere la fiamma della passione. Ho lavorato tantissimo, il lavoro mi ha totalmente assorbita e mi ha fatto dimenticare che la fotografia, per me, non è solo un lavoro. Ad un certo punto però mi sono fermata e mi sono accorta che l’ultima volta che ho scattato delle foto per mio puro piacere risaliva ormai a più di un anno prima, era l’ottobre 2018.
Mi sono sentita sprofondare. Un anno, un intero anno passato solo a lavorare dimenticandomi totalmente di quella fiammella, ormai flebile, che era la mia passione”
.

“Sono passati altri mesi, ogni scusa era buona per rimandare e il lavoro, davvero, non mi ha mai dato tregua. Poi è arrivata la pandemia e ci siamo ritrovate in quarantena in camper con improvvisamente una marea di tempo da riempire.
I primi giorni mi sono dedicata a piccole cose, ad alcuni video che avevo fatto durante le ultime serate in cui Alessia ha cantato, ad alcuni lavoretti arretrati, ma nulla di che in realtà.
Pensavo che avevo una piccola macchina fotografica con me, ma per pigrizia non l’ho presa.
Così è passata una settimana di quarantena in camper”.

“Un giorno però non ho più resistito, c’era una luce pazzesca che entrava nel camper e non ci ho pensato due volte, ho preso la macchina fotografica, finalmente!
E’ stato come tornare bambina, mi batteva il cuore all’impazzata, inseguivo quella luce come se fosse acqua nel deserto e mi sentivo totalmente rapita da quello che stavo vedendo. Alessia, mia moglie, avvolta da quella luce meravigliosa. Una meraviglia al quadrato insomma!
Quel giorno mi ero ripromessa che, da lì in poi, ogni giorno avrei fotografato qualcosa per il solo piacere di farlo. Ma poi è successo un casino, un nuovo decreto, continue segnalazioni da parte di gente annoiata, minacce… tutte le nostre energie sono state assorbite da questo e la macchina fotografica è tornata tristemente nel suo alloggio”.

“Cosa ho imparato da tutto questo? Prima di tutto che sono una stupida perché avrei potuto avere tantissimo tempo per fare delle foto in quella particolare situazione in cui ci siamo trovate: in quarantena in camper con una luce del tramonto bellissima ogni giorno.
Seconda cosa ho imparato a non rimandare, perché dopo potrebbe essere troppo tardi. E infatti così è stato perché dopo siamo dovute partire e tornare al nostro appartamento dove quella luce non c’è e dove non c’è nemmeno quella particolare atmosfera che avevamo creato nel camper”.

Trasforma questo tempo in qualcosa di positivo che ti fa stare bene

Sappiamo che non è semplice perché tantissimi di noi saranno sovrastati da pensieri e preoccupazioni, ma cerchiamo di rimanere positivi e, soprattutto, di ricordarci che il tempo perduto è perduto per sempre!

Magari un giorno, quando tutto questo sarà finito, ripenserai a queste giornate e sarai felice di aver usato questo tempo “extra” per qualcosa che ami e che ti fa stare bene.
Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi, VIVI OGGI!

Qui sotto le foto realizzate da Elena in quella giornata, prima che il tramonto svanisse…
Ora Elena, da quando siamo tornate al nostro appartamenti, sta rimettendo insieme le idee, ma la macchina fotografica è lì pronta per farle riaccendere la fiamma…

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