L’UMANITA’ AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

A dire il vero stavamo scrivendo un articolo del tutto diverso, un lunghissimo post in cui raccontavamo, nero su bianco, tutto ciò che ci è accaduto nelle ultime due settimane. Ma poi abbiamo pensato che non ce n’era bisogno perché abbiamo già fatto dei video a riguardo che spiegano ampiamente ciò che è successo.

Nel caso ti fossi perso i video sul nostro canale YouTube te li mettiamo proprio qui sotto e crediamo sia importante guardarli, ma soprattutto ascoltarli, per capire meglio ciò di cui andremo a parlare più avanti in questo articolo.

Questo è il primo video che abbiamo fatto dopo che è scoppiata l’emergenza in cui spieghiamo perché abbiamo deciso di fermarci e auto-isolarci a Santa Maria Capua Vetere
Questo è il secondo video che abbiamo fatto dopo 13 giorni di permanenza all’area camper di Santa Maria Capua Vetere e dove raccontiamo ciò che è successo e che ha iniziato a farci temere per la nostra sicurezza
Questo è il terzo ed ultimo video in cui raccontiamo perché abbiamo deciso di rientrare presso la nostra residenza nonostante, per la legge, fossimo autorizzate a rimanere dove eravamo

Ecco, partendo dalla storia che abbiamo raccontato in tutti questi video, vorremmo dedicare questo articolo ad alcune considerazioni di tipo umano/filosofico piuttosto che ripeterci a raccontare, per l’ennesima volta, gli avvenimenti.

Restiamo umani

E’ da molto prima del Coronavirus che si legge e si sente questa frase “restiamo umani”, ma che purtroppo, troppo spesso, sembra passare del tutto inascoltata.

In momenti storici così importanti come quello che stiamo vivendo tutte le sfumature di grigio sembrano scomparire lasciando spazio al bianco e, soprattutto, al nero.

In queste settimane abbiamo assistito a veri e propri concerti dai balconi, a bellissimi gesti di solidarietà verso le categorie più deboli, ad applausi collettivi, a striscioni coloratissimi che incitano a farci forza l’uno con l’altro.
Tutto questo si chiama solidarietà, si chiama amore.

Ma purtroppo abbiamo assistito anche a scene opposte, a radicalizzazioni di comportamenti deplorevoli dove quelle bellissime parole, solidarietà e amore, vengono affossate dagli istinti più beceri e primordiali propri dell’essere umano: la cattiveria gratuita e l’invidia, giusto per citarne un paio.
Tante persone si sono caricate d’odio verso il prossimo, verso chi porta fuori il cane per i suoi bisogni a 1 metro in più della distanza consentita, verso chi, nella totale solitudine, esce appena fuori casa anche solo per sgranchirsi le gambe e lasciarsi cullare dal sole, anche solo per cinque minuti o verso chi, magari, sta semplicemente recandosi al lavoro in bicicletta!
Insomma, tutti odiano tutti e tutti sospettano di tutti e questo è davvero brutto.

E’ vero, gli irresponsabili e i menefreghisti sono ovunque, quelle persone che se ne sbattono delle regole e fanno ciò che vogliono sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Questo però non significa che dobbiamo diventare sentinelle sospette verso ogni bipede che passa sotto i nostri occhi, specialmente se quella persona, apparentemente, non sta facendo nulla di male!
Che ne sappiamo noi di quali siano le motivazioni che lo portano ad uscire? Starà andando al lavoro, a fare la spesa per un congiunto ammalato? O magari sta facendo passeggiare un po’ più a lungo il cane che, dopo tutti questi giorni, sta impazzendo?
Forse è importante imparare a porsi delle domande prima di sparare giudizi a zero, perché realmente non sappiamo quale sia la verità dietro le apparenze.

A noi è successo così, siamo state additate come untrici, come quelle che scappano dal nord per rifugiarsi al sud ed infettare l’intero mezzogiorno quando invece noi eravamo già in viaggio da tempo, il nostro viaggio ha toccato solo zone isolate e ci siamo fermate al sud perché ci sembrava la cosa più giusta da fare.
Dopo essere state segnalate, additate e insultate abbiamo cercato di raccontare la nostra storia, la verità, pubblicamente ed il risultato è stato ancora più atroce. Le persone non hanno speso pochi minuti per leggere e capire, bensì si sono soffermate alle prime righe, a ciò che interessava loro e che serviva loro per continuare nella loro opera di riversamento d’odio verso il prossimo.

Perché l’odio sembra vincere sull’amore?

E’ la così detta “domanda da un milione di dollari” ed è una domanda tutt’altro che nuova a cui nessuno troverà mai una risposta certa, ma solo ipotesi.

Perché il nero vince sempre sul bianco? Perché pace e amore non riescono mai a sovrastare e vincere odio e risentimento? Perché tendiamo a ricordare e a parlare di avvenimenti brutti piuttosto che di quelli belli? E perché quando parliamo di avvenimenti belli la maggior parte delle persone provano invidia invece che gioia?

Queste sono solo alcune delle infinite domande che ogni giorno ci poniamo e a cui, come già detto, non troveremo mai risposta.

La nostra idea è che l’umanità sia profondamente infelice.
Abbiamo tutto a portata di mano, tutto sotto il nostro naso, eppure non siamo mai contenti. Abbiamo il pane, abbiamo una casa, abbiamo una o più auto, abbiamo un lavoro, ma evidentemente non basta. Cosa ci manca?
Tutto e niente, ci manca tutto dal punto di vista umano ed empatico e non ci manca niente dal punto di vista materiale, e forse è proprio questo il problema.

Qualche tempo fa abbiamo visto un programma, un documentario probabilmente, in cui veniva intervistata un’anziana donna africana che viveva in una minuscola baracca costruita con il fango e che raccontava, con il sorriso sulle labbra, che, tempo addietro, le avevano portato via il bestiame che era tutto ciò che aveva. Non aveva acqua, non aveva cibo, non aveva nulla di tutto ciò che per noi è scontato. Aveva solo questa minuscola baracca e pochissimi oggetti al suo interno. Eppure sorrideva, eppure era felice e non andava a guardare al vicino di baracca che magari aveva una ciotola in più.

Quello che stiamo vivendo è un momento sicuramente difficile e senza precedenti. Molti non stanno lavorando (noi per prime e non sappiamo quando il nostro lavoro potrà riprendere), moltissimi vedono i loro conti correnti prosciugarsi e molti si stanno ritrovando nella condizione di non potersi pagare da mangiare.
Questo dovrebbe farci riflettere, dovrebbe farci aprire il nostro cuore e dovrebbe catturare tutta la nostra attenzione. Dovremmo pensare ad aiutare chi ne ha bisogno, a fare, nel nostro piccolo, del bene. E invece tantissime persone preferiscono sempre “il nero”, l’odio, il rancore. Le persone si nascondono dietro gli schermi degli smartphone e dei PC per vomitare ogni genere di cattiveria contro qualsiasi bersaglio gli venga posto sotto agli occhi.

Noi però crediamo che l’umanità sia meglio di così e vorremmo cercare di dimostrarlo portando in alto la positività e ignorando la negatività, per questo abbiamo deciso che, da oggi in poi, ignoreremo ogni commento negativo che apparirà sul nostro canale YouTube, perché non vogliamo che la negatività di queste persone tristi inquini la nostra vita.
A tal proposito, invece, ci sentiamo di ringraziare ogni singola persona che si è soffermata ad ascoltare e, soprattutto, capire qual’è stata la nostra condizione nelle scorse settimane.

Conclusioni

Lo ammettiamo, siamo due ragazze molto sensibili e la cattiveria ci fa male, molto più male di quanto dovrebbe perché non è giusto che chi ci riempie di cattiveria abbia, inconsciamente, tutta questa importanza.

Stiamo facendo un lavoro su noi stesse per fare in modo che la cattiveria gratuita delle persone non arrivi nemmeno a sfiorarci, ma sappiamo che sarà un lavoro molto lungo.

Intanto vorremmo parlare al cuore di tutte quelle persone che ci sono state vicine, di tutte quelle persone che, nel loro piccolo e con i loro modi, stanno facendo del bene e stanno portando amore e solidarietà in questo mondo malato.

GRAZIE! Perché è proprio grazie a persone come voi che il mondo potrà tornare ad essere un luogo pieno di bellezza. Noi siamo convinte che la bellezza salverà il mondo ed ognuno di noi può contribuire, escluse le persone tristi, ovvio! Ma quelle lasciamole perdere, non meritano la nostra attenzione.

Tenete duro, supereremo anche questa se ci ricorderemo di RESTARE UMANI.

2 risposte a "L’UMANITA’ AI TEMPI DEL CORONAVIRUS"

  1. Ragazze resistete, avete tutto il mio supporto morale e sicuramente quello di tante altre persone belle.
    E’ vero, c’è tantissima ignoranza e disumanità e anche se a volte è difficile e lo sconforto assale, non bisogna farsi sopraffare.
    Si fa meno fatica a fare del bene che a odiare, quindi la peggio ce l’hanno gli altri.
    Voi come me siamo fieri di essere dalla parte giusta.
    Un abbraccio stretto
    Claudia

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